Marmo e granito, marble and granite, pietre, stone

«Dobbiamo lavorare le pietre qui a Verona»


Dal Corso: «Chiediamo maggior tutela su quanto producono le nostre aziende, così si salvano i livelli occupazionali»

Mantenere in loco la materia prima per salvaguardare i livelli occupazionali esistenti. Non ha dubbi Renato Dal Corso, presidente del consorzio Val di Pan, nell?indicare una delle soluzioni per il rilancio del comparto lapideo veronese. «È fondamentale attuare un?azione sinergica tra i vari attori dei distretti del marmo a livello nazionale per sensibilizzare le istituzioni a realizzare tutte le misure necessarie affinché la materia prima venga lavorata dalle nostre aziende», prosegue Dal Corso. «Purtroppo la materia prima, i blocchi per intenderci estratti nella cave dei maggiori comprensori nazionali, spesso e volentieri vengono commercializzati a soggetti esteri che li acquistano e li trasferiscono nei propri Paesi d?origine».
 
Consapevole che la libera concorrenza è uno dei principi cardine che regolano i mercati, Dal Corso guarda con preoccupazione a questo aspetto. «Non chiediamo miracoli, semplicemente una maggiore tutela di quanto producono le nostre aziende. Non scordiamo che possedere la materia prima, significa la possibilità di lavorarla da parte dei nostri operai. Averla in loco costituisce una forma di tutela degli stessi livelli occupazionali». Quei livelli occupazionali che il settore lapideo ha contribuito ad aumentare a livello regionale e nazionale con numeri molto elevati soprattutto nel nostro distretto veronese, prosegue Dal Corso.
 
«La trasformazione della materia prima», sottolinea, «ha consentito un aumento della manodopera nelle fasi della trasformazione e lavorazione del prodotto. Non solo. Per diversi anni le ditte trasformatrici hanno creato marketing per i materiali provenienti dall?estero e soprattutto, nella storia di questo comparto, per i materiali nazionali. Se i prodotti nazionali grezzi fossero regolamentati e trasformati esclusivamente in Italia, il settore tornerebbe a creare occupazione poiché i nostri marmi sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Tutto ciò grazie a coloro che in questo secolo hanno fatto conoscere, apprezzare ed hanno venduto in tutto il mondo».
 
Le istituzioni, secondo il presidente, «avrebbero il dovere di fare un'attenta analisi davanti ad una situazione che, negli ultimi anni, ha determinato mutamenti sui mercati tali a sfavore delle ditte trasformatrici che sono quelle che creano la maggior occupazione. La vendita della materia prima intesa come blocchi, soprattutto dai bacini nazionali più importanti, sta scavalcando la filiera di trasformazione, creando disoccupazione. Si prevede che, in futuro, i materiali grezzi d?importazione, sopratutto quelli di medio valore, subiranno un forte calo poiché i Paesi, emersi nell?ultimo decennio e produttori di detti materiali, adotteranno regole per creare manodopera in loco, mettendo a disposizione prodotti semilavorati o finiti».© RIPRODUZIONE RISERVATA Timidi segnali di ripresa nel settore? Secondo Renato Dal Corso (consorzio Val di Pan) qualcosa si sta muovendo anche se è ancora prematuro parlare di ripresa in piena regola. Gli ultimi dati Istat, l?istituto nazionale di statistica, elaborati dall?Ufficio Studi e Ricerca della Camera di Commercio di Verona, hanno rivelato che il comparto scaligero, nel primo trimestre 2010, ha esportato complessivamente prodotti lavorati e semilavorati per 64,4 milioni di euro contro i 65,5 milioni del primo trimestre 2009, registrando una flessione del 1,7%; in aumento le importazioni di materiale grezzo per un controvalore di 20,3 milioni di euro contro 21,8 milioni dell?anno, in flessione del 7%.
 
«Qualcosa si sta muovendo sul mercato americano, buone le prospettive su quello tedesco mentre il resto dell?Europa fatica ancora» afferma il presidente del consorzio Val di Pan «si potrà parlare di effettiva ripresa il prossimo anno a patto di confermare i progressi commerciali registrati in quest?ultimo periodo, certi che più trasformazione significa maggior occupazione».
 
Massimo Ugolini
www.larena.it
 

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